Il grande circo della moda si prepara per più di un anno a rendere indimenticabili otto minuti. Solamente otto minuti.
Quelli in cui, durante una fashion week, Maisons, Fashion Designer, Creative Director e tutti i satelliti di questo mondo impegnano tino all’ultimo granello della loro energia.
Immaginate un anno per preparare una collezione, sei mesi per improntare la sfilata, due settimane per montare la location, tre ore pre sfilata e otto minuti dove ognuno si gioca il proprio futuro ed ha nelle mani il futuro di qualcun altro.
Immaginato? Bene! Ora tutto il circo va moltiplicato per quattro, autunno/inverno, primavera/estate, uomo e poi donna, ed ora moltiplicatelo per sei, se vogliamo considerare solo le fashion-weeks di Milano, Parigi, New York, Londra, Mosca e Tokyo.
Soffermiamoci su queste tre ore, un buco temporale dove invece di avere la tensione carica, si vive uno stato di noia latente, in attesa di esplodere negli ultimi otto minuti di questo percorso durato più di un anno.
Queste tre ore pre sfilata stanno diventando la chiave di volta per tutto il mondo del fashion dove ci si è accorti che il piede sta spingendo troppo sull’acceleratore.
Le ultime stilate stanno dando un chiaro segnale, facendo vedere al pubblico cosa succede dietro le quinte, nel famoso backstage, cosa storicamente mai accaduta prima.
Alcune Maisons, addirittura, hanno scelto di non prendere parte alle prossime fashion-weeks per dire NO ai ritmi serratissimi che inducono a realizzare collezioni sempre meno creative, solo per stare al passo con i tempi.

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